Helen

Regia:  Joe Lawlor, Christine Molloy

Irlanda 2008

Helen di Christine Molloy e Joe Lawlor è un percorso di ricerca complesso condotto attraverso la psicologia di una giovane ragazza e il suo doppio, fantasma di un corpo assente e alter ego del desiderio: Joy è una studentessa inglese che scompare in circostanze misteriose nel bosco in un parco; la polizia locale tenta di ricostruirne gli ultimi movimenti  avvalendosi di un sosia, la coetanea diciottenne Helen, orfana in un istituto, che ne simuli effettivamente la vita in ricostruzioni più o meno attendibili.

Helen si immerge gradualmente e totalmente in questo processo identificatorio estremo, sperimentando un’esistenza sconosciuta di affetti e conoscenze - familiari, amorose - che la porteranno allo svelamento del proprio mondo introspettivo. Helen si assume la responsabilità di accettare la presenza di un fantasma per uscire dalla staticità della propria vita, ed è proprio in questa forma di mutamento apparentemente inavvertibile che i due registi inglesi - così come succede in Oguri - transitano con accortezza nel pieno rispetto della pluralità dei sentimenti, impiegando una distanza formale tra i personaggi e soprattutto definendo con eleganza, accuratezza e definizione di scopo gli ambienti in cui essi si collocano. Ambienti in grado di confondere la bussola prospettica della razionalità e indurre a uno spaesamento della coscienza. Movimenti di macchina kubrickiani e intenso lavoro di calibrazione della saturazione dei colori e atmosfera a metà strada tra Twin Peaks e Elephant.

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 © 2019 by Alessandro Tognolo.

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Alessandro
Tognolo

Critico Cinematografico